Omicidio stradale, un passo avanti

L’ultima sentenza la leggiamo sulla Stampa, e vale la pena di rifletterci un po’. Sempre premettendo che non ho alcuna competenza per dire che non sia legittima, visto che non capisco nulla di diritto, la prima cosa che noto è la pena: 6 mesi per concorso in omicidio. A me sembra una cosa assolutamente irrisoria visto che parliamo dell’unica cosa irreparabile, la perdita di una vita. Mi sembra insomma non congrua con quanto accaduto.

Ma anche qui, non ho motivo di ritenere che non sia, oltre che legittima, anche ben ponderata dal giudice, e passiamo alla cosa che più mi colpisce. La condanna è stata inflitta perchè si ritiene che, parcheggiando in modo da ostruire la visibiltà, si sia concorso nel provocare l’incidente mortale. Avranno fatto i loro rilievi e sarà così, ma la domanda è: se domani parcheggio in modo un po’ strambo e comunque irregolare, e anche se non succede nulla, non sono imputabile di tentato omicidio?

C’è un solo guidatore che, alla luce di questa sentenza, non sia imputabile di questo reato? A me sembra, in tutta franchezza, che si sia andati un po’ troppo oltre.

Armi: matti, delinquenti e persone per bene.

E come ti sbagli? Non facciamo in tempo a seppellire quella povera gente in Norvegia che ti arriva quello che ha la soluzione assoluta. la colpa non è del matto o del terrorista, senza le armi non ce l’avrebbe mai fatta e la colpa è nostra che gli permettiamo di averle. Il fatto è che i numeri, almeno da noi, consiglierebbero prudenza, questi gli ultimi dati sulle vittime che sono riuscito a trovare:

da incidenti stradali in italia: 2007 5131 - 2008 4731

da armi da fuoco: 2008 317 (di cui 128 vittime della criminalita’ organizzata, che certo non detiene legalmente le armi)

quindi come risolvere il problema? Un vecchio adagio dice che, quando tutte le persone per bene saranno state disarmate, gli unici armati saranno i delinquenti, ma è questo quello che propone Severgnini. Cita anche l’opinione che, se ci fossero state persone armate sull’isola, avrebbero potuto fermare il matto e scongiurare la carneficina….la cita ma non la capisce. Per lui gli unici armati devono essere delinquesti e forze dell’ordine, ma dove li prende i soldi per mettere poliziotti ovunque? Se ci devono proteggere loro, sai quanti ce ne vogliono? E anche a fare così è questa l’italia che sogna, un’italia con poliziotti ovunque?

Auguri e si paghi il poliziotto che lo aspetta in giardino, quando torna tardi la sera, io preferisco pensare che ognuno ha il diritto di badare a se stesso e ai suoi cari. Per fortuna la legge italiana, pur con mille difficoltà spesso astruse e al limite del vessatorio, ce lo consente ancora.

Fini e Borsellino

Scrivo solo per citare interamente Andrea Marcenaro, sul Foglio di oggi:

Paolo Borsellino si iscrisse alla facoltà di Giurisprudenza di Palermo nel 1959. Era di destra e iscritto al Fuan, l’organizzazione universitaria missina, quando gli scontri tra rossi e neri erano abbastanza frequenti. Borsellino venne accusato dalla polizia di aver partecipato a uno di questi, una specie di grande rissa avvenuta dalle parti dell’università nel 1960, cosicché venne aperto un fascicolo su di lui dal magistrato competente e, per giudicare sulla sua partecipazione o meno alla suddetta rissa, venne chiamato Cesare Terranova, poi ucciso dalla mafia in un attentato che fece storia. Borsellino si difese, contestò di aver partecipato allo scontro e convinse il giudice Terranova delle sue buone ragioni, tanto che Terranova archiviò il caso e mandò libero un inquisito che avrebbe fatto poi, del rispetto della legge, la ragione stessa della propria vita. Ho raccontato questa storia su un inquisito particolarissimo perché, dopo aver ascoltato Fini il quale, proprio alla commemorazione di Borsellino, ha proposto che “gli inquisiti non devono ricoprire incarichi pubblici”, mi sono domandato se questo Fini fosse il famoso dirigente politico o un venditore di aspirapolveri.

e questa è la mia opinione sul suo dubbio finale: è senza alcun dubbio un discreto venditore di aspirapolveri che, miracolato, si ritrova ad essere anche un famoso dirigente politico.

Commissione grandi rischi

La notizia è quella del rinvio a giudizio di sette componenti (dei ventuno) della commissione, non so se ci fossero solo loro quel giorno o perchè erano gli unici con competenze e responsabilità specifiche…ma fa lo stesso. Dell’opportunità di questa iniziativa giudiziaria io posso dare solo l’opinione dell’uomo della strada che, non capendo nulla di diritto e tantomeno di rischio sismico, non riesce a capirne l’utilità e tantomeno la ragione. In pratica, per me, questa cosa è una fesseria bella e buona.

Ma la commissione è un’organo dello stato, la sua pagina in internet ci dice che

La Commissione Nazionale per la Previsione e Prevenzione dei Grandi Rischi è la struttura di collegamento tra il Servizio Nazionale della Protezione Civile e la comunità scientifica.

e allora perchè non farla difendere in un processo che, ripeto, è incomprensibile a tutti quelli con cui ho parlato, dall’avvocatura dello stato? Questa gente, posto che (come mi sembra ragionevole) venga assolta, dovrà pagarsi gli avvocati? Consideriamo la situazione di trascuratezza nella quale versa il territorio italiano, e i rischi che ne derivano. Siamo sicuri che, se qualcuno oggi non li tutela troveremo da domani anche un solo assistente universitario disposto a farne parte?

Omicidio Melania, le indagini

Mettiamola così, non ho mai avuto una gran fiducia nei giornalisti e tantomeno nei republicones, per cui spero che sia una delle solite boiate che si leggono spesso sui giornali. Ciò premesso….e se fosse vero?

Ha solo diciotto mesi ma potrebbe svelare finalmente il mistero dell’uccisione di Melania Rea….. L’ipotesi che la figlia di Melania Rea, nonostante abbia soltanto diciotto mesi, possa essere ascoltata dai magistrati non è però così remota ed è stato un argomento dibattuto a fondo negli uffici della Procura di Ascoli….

Chiaro il concetto? Stanno pensando di “interrogare” una bambina di 18 mesi…..chissà, magari sotto giuramento. Io aspetto, per vedere (nel caso una simile “testimonianza” abbia luogo e nel caso produca sviluppi) come faranno a difendere simili “prove” in tribunale. A me, se fosse vero sembra una cosa di un’enormità senza pari, l’unica speranza è che sia troppo piccola per subire altri danni, oltre a quelli che ha già subito perdendo la madre.

Ma chi lo gestisce Ciancimino, i boy scout?

Diciamo che sparare su Ciancimino e i suoi interlocutori va piuttosto di moda, il csm si è addirittura svegliato di soprassalto aprendo un’inchiesta. Non ho molta fiducia, vedremo. Poi uno legge questo

(ANSA) - PALERMO, 7 MAG - Massimo Ciancimino fa ritrovare l’archivio segreto del padre. Era in uno sgabuzzino dello stabile in cui abita, in via Torrearsa. Tra il piano terra e il primo piano, scrive il sito di Repubblica.it, c’e’ una porticina che finora non era stato varcata ne’ dai magistrati ne’ dagli investigatori. L’esistenza dell’archivio, dal quale gli uomini della Dia hanno portato via cinque scatoloni pieni di carte e ‘pizzini’, e’ stato rivelato da Ciancimino nell’interrogatorio di questa mattina.

e si fa 2 o 3 domande. La prima è che di solito i giornali scrivono le agenzie, e non il contrario. La seconda è che abbiamo appena arrestato Ciancimino per aver calunniato l’ex capo della polizia, mentre è in carcere fa ritrovare esplosivi e detonatori in giardino, senza parlare di tutti i reati per cui è stato ed è tuttora indagato. Un’occhiata da vicino la potevamo dare ad uno del genere, o basta la sua parola?

Tutto l’ambaradam mediatico e giudiziario su Ciancimino su cosa è basato? Ma sull’archivio del padre, ovviamente, perchè lui non sa nulla e non ha fatto nulla. Bene, repubblica.it ci dice (a mezzo Ansa) che in tutte le inchieste quella porticina no, non l’avevamo ancora varcata. Neanche la scorta che lo protegge ha mai pensato a guardarci dentro, hai visto mai contenesse un picciotto o una bomba….

L’ultima domanda le comprende tutte: ma tutta sta roba è plausibile?